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Maja Malou Lyse - Things To Come

Padiglione Danimarca, 61. Mostra Internazionale di Arte — La Biennale di Venezia

Artista: Maja Malou Lyse
A cura di Chus Martínez
Commissionato da Danish Arts Foundation

 

Coordinamento tecnico

 

 

Il Padiglione della Danimarca svela Things To Come di Maja Malou Lyse, un’esplorazione delle intersezioni tra immagine pornografica, scienza e finzione nel futuro della riproduzione umana

La mostra prende il titolo dal film di fantascienza del 1936 Things to Come, tratto da The Shape of Things to Come di H. G. Well, un’opera visionaria che specula su tecnologie future, strutture sociali e destino dell’umanità. Trasponendo questa spinta speculativa nel presente, Maja Malou Lyse si confronta con studi scientifici recenti secondo cui l’esposizione a stimoli sessuali virtuali può aumentare in termini misurabili la motilità degli spermatozoi. Questo dato mette in evidenza una tesi di forte impatto: il consumo di immagini non si limita a influenzare immaginazione o ideologia, ma interviene direttamente nella sfera biologica.

Collocato nel contesto di un declino globale della fertilità maschile (ampiamente associato a condizioni ambientali, stili di vita ed esposizione alle tecnologie), Things To Come indaga il ruolo paradossale dei media contemporanei, al tempo stesso tossina e antidoto.

“Immaginate quindi la sorpresa di Maja Malou Lyse nello scoprire che la fruizione di pornografia attraverso la tecnologia VR aumenta la fertilità maschile fino al 50%, come indicato da recenti studi. Fertilità, dimensione futura e pornografia diventano così profondamente intrecciati. Lyse ha concepito un ambiente paradossale che suggerisce come non ci troviamo semplicemente alla fine dell’immagine, ma all’inizio di un nuovo mondo in cui le immagini persistono, pur vedendo il loro significato, la loro funzione e la loro credibilità radicalmente trasformati. Nella sua opera, le immagini non descrivono più la realtà; agiscono al suo interno fungendo da tecnologia affettiva: producono sensazioni, producono tempo, producono la specie. Funzionano come simulazioni di possibili futuri, anziché come registrazioni del presente.

– Chus Martínez, curatrice

 

La mostra riunisce due opere: il film Things To Come, sviluppato in collaborazione con il collettivo DIS (Marco Roso, Lauren Boyle, Solomon Chase e David Toro), e l’installazione Stars in My Pocket.

La progettazione dello spazio espositivo è stata concepita in collaborazione con Common Accounts. La produzione della mostra è stata curata da M+B Studio.

 

Commissario: Danish Arts Foundation
Curatrice: Chus Martínez
Artista: Maja Malou Lyse
Design della mostra: Common Accounts
Graphic Design: Studio Claus Due
Coordinamento tecnico e produzione: M+B Studio
Sostenuto da Danish Arts Foundation

 

Crediti fotografici:
Immagini dell’installazione, Maja Malou Lyse, DIS, Things to Come, 2026 ©Ugo Carmeni
Maja Malou Lyse, DIS, Things to Come, Foto di Zoe Chait